È ancora questione di giustizia. In questo senso la virtù generale, ossia la forma più alta delle virtù è la giustizia, infatti, per Aristotele l’uomo virtuoso è l’uomo giusto. Orbene dar da bere agli assetati è opera di misericordia, di giustizia. Collegialità, sinodalità nel governo della Chiesa, valorizzazione della Chiesa particolare, responsabilità di tutti i christifideles nella missione della Chiesa, ecumenismo, misericordia e prossimità come principio pastorale primario, libertà religiosa personale, collettiva e istituzionale, laicità aperta e positiva, sana collaborazione fra la comunità ecclesiale e quella civile nelle sue diverse espressioni: sono alcuni tra i grandi temi in cui il diritto canonico può svolgere anche una funzione educativa, facilitando nel popolo cristiano la crescita di un sentire e di una cultura rispondenti agli insegnamenti conciliari». (“Universale” è anche la persona umana); 4)    Quanto pesa sulla mancata tutela dei diritti umani la frammentazione dell’unità della persona? Come avete ascoltato ho concluso questa lunghissima citazione, per molti aspetti straordinaria, con la Dottrina Sociale della Chiesa, “dottrina” più che insegnamento, come è stato deciso di nominarla alla fine del Vaticano II. La giustizia è rispettare i propri doveri sociali, essere cittadini responsabili, onorare il padre e la madre, accudire i figli, farsi carico del più debole, di chi non ha voce; sempre, si capisce, accompagnata dalla prudenza e ispirata dalla carità. In che senso si tratta di una virtù? 8)    Per una N.G.O. Cosa rappresenta la dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo nella visione della Chiesa? (“Universale” è anche la persona umana); Quanto pesa sulla mancata tutela dei diritti umani la frammentazione dell’unità della persona? San Tommaso, nella «Summa theologiae» (II, II, 58, 1), definisce la virtù della giustizia come «la ferma e costante volontà di dare a ciascuno il suo»: una definizione che, nella sua chiarezza, stringatezza e linearità, ci sembra talmente impeccabile, da costituire un modello su cui dovrebbero riflettere tanti fumosi “filosofi” moderni, abituati a rendere difficili anche le cose più semplici e a rendere complicate anche quelle più trasparenti. Rom. Giustizia è una parola che il cardinale Martini ha sempre sottolineato con forza, non solo all’epoca di “Mani pulite”, quando intervenne ricordando che non si può travalicare la difesa della “dignità umana”. 550. Articolo d'Archivio La prudenza, la giustizia, la fortezza riguardano la relazione dell’uomo con gli altri e con Dio; solo la temperanza riguarda innanzitutto la relazione dell’uomo con se stesso. A proposito del bene e della virtù deve essere riferito, non al corpo bensì all'anima, che costituisce il vero protagonista del discorso socratico. Se la giustizia umana è qualcosa che regola i rapporti tra le persone, ed esige il rispetto dei diritti naturali e positivi propri e altrui, “la virtù morale della giustizia”, invece, come afferma il Catechismo della Chiesa Cattolica consiste nella costante e ferma volontà di dare a Dio e al prossimo ciò che è loro dovuto e quindi, per mezzo di essa, intendiamo e conseguentemente operiamo ciò che è bene nei … Martini, a conclusione della ultima sessione della Cattedra dei non credenti, all’Università Statale di Milano, e cioè alla dichiarazione dell’Arcivescovo per cui la mancanza di giustizia è un attentato assoluto alla mia fede. Diritto. Questa è una verità intuitiva: non si può rendere giustizia a qualcuno che si odia, non si è mai “giusti” verso un nemico odiato; già è difficile esserlo verso un nemico che si rispetta e per il quale non si prova odio. E vi è la giusta, legittima autonomia delle realtà terrene (Gaudium et Spes 36), pur essendo chiamato, l’essere umano, a ricondurre tutte le cose al loro Creatore. Non posso comunque non ricordare l’Istruzione Erga Migrantes Caritas Christi del 3 maggio 2004, che era stata approvata da Giovanni Paolo II il primo di quel mese, testo “ricevuto” poi nell’enciclica benedettina Caritas in Veritate al numero 62 e gli Orientamenti pastorali. Rimando dunque al sito della S. Sede, nella Curia Romana,  alla voce riferentesi al Pontificio Consiglio appena menzionato e al sito cronologia.leonardo.it/pastoral.htm, per l’aspetto più personale, oltre che al volumetto-intervista con Marco Roncalli “Chiesa e Migranti. Al contrario, le invita a non stancarsi nel collaborare con tutti per il bene comune […]. Fondamentalmente la giustizia richiama l’idea di “uguaglianza” nel dare e nel prendere; da qui le rivendicazioni per difendere il proprio buon nome, per ottenere un giusto guadagno, per stabilire un’equa tassazione, per poter disporre di adeguati servizi ecc. Nulla est charitas sine iustitia. La fortezza è l'unica delle virtù cardinali che è anche un dono dello Spirito Santo , che ci consente di elevarci al di sopra delle nostre paure naturali in difesa della fede cristiana. Dunque, il diritto canonico può essere uno strumento privilegiato per favorirne la recezione nel corso del tempo e nel susseguirsi delle generazioni. La giustizia viene ricordata generalmente dopo la prudenza, ma ciò ha un significato più cronologico che sostanziale: perché non può esservi giustizia se non vi è, a monte di essa, un abito mentale e spirituale permeato di prudenza; ma la giustizia, in se stessa, è una virtù più importante della prudenza, perché quella si limita a discernere, questa va al cuore del rapporto personale. Ma il pensiero ebraico-cristiano ha demitizzato la natura, non le ha più attribuito un carattere divino, essa è lo scenario, il luogo  dell’appassionante e drammatica storia umana. 1752 del Codice del 1983), la sua necessità per ossequio alla virtù della giustizia, che anche in Ecclesia dev’essere affermata e garantita. Biffi, Catholic Redirect News: Head of Ukrainian-Greek Catholic Church sends New Year message of peace to war-torn Ukraine, Catholic Redirect News: Cardinal urges politicians to find consensus and avert Lebanon’s collapse, Catholic Redirect News: Bielorussia: il caso Kondrusiewicz, Catholic Redirect News: Anno della Famiglia, Menichelli: sposi siano coinvolti nella pastorale, Catholic Redirect News: Ucraina. Se oggi guardiamo all’economia e ai mercati globali, un dato che emerge è la loro ambivalenza. Custodire vuol dire proteggere, curare, preservare, conservare, vigilare, tutelare e garantire la continuità della fertilità della terra per le generazioni future. Come qui testimonio  - conclude il Papa -, il mio pensiero si situa nel cammino tracciato dal ricchissimo patrimonio della Dottrina Sociale della Chiesa. Un’introduzione di Angelo Campodonico, Michel Croce, M. Silvia Vaccarezza è una preziosa e aggiornata trattazione panoramica introduttiva a questo arcipelago di autori, che denotano alcune divergenze ma anche dei significativi punti in comune. Ma non possiamo dimenticare in tutto questo la giustizia sociale in una sintesi che ci è data da Papa Francesco all’inizio del volume Potere e denaro. La giustizia tuttavia non è mai isolata dalla tradizione in cui prende realtà concreta; ad esempio si declina nella tradizione cristiana. Con essa, a pieno titolo, la dimensione “tutela e valorizzazione dell’ambiente”, entra di pieno diritto anche nei grandi impegni del cristiano, oltre che degli uomini e donne di buona volontà, diventa cioè materia di giustizia. La giustizia verso gli uomini dispone a rispettare i diritti di ciascuno e a stabilire nelle relazioni umane l’armonia che promuove l’equità nei confronti delle persone e del bene comune. Il pericolo, infatti, quando si carica il concetto di “giustizia” di significato giuridico-legale, è che l’orgoglio spinga a ritenersi “giusti” quando si sono osservati tutti i precetti della legge; ma la verità è che nessuno potrebbe osservarli al cento per cento e, perfino in quel caso, nessuno potrebbe farlo con animo perfettamente “puro”, perché ciò oltrepassa le forze umane. Dio è la fonte delle virtù e dunque anche della giustizia; senza la Grazia, senza il soccorso dello Spirito divino, gli uomini non potrebbero realizzare la giustizia; se lo potessero, sarebbero dèi essi stessi; invece non sono dèi, sono creature fragili e fallibili, creature che si insuperbiscono con niente e che si abbattono al primo soffiar di vento. Vuol dire dare a ciascuno ciò che è giusto, ciò che gli spetta, ciò che gli si deve: e noi dobbiamo il giusto sia a noi stessi, sia a quanti ci stanno intorno, sia a Dio, fonte del nostro essere e del nostri esistere. Al contempo, l’economia e i mercati hanno avuto un ruolo nello sfruttamento eccessivo delle risorse comuni, nell’aumento delle disuguaglianze e nel deterioramento del pianeta. Così continuava Giovanni XXIII: «Sarebbe del resto assurdo anche solo pensare che gli uomini, per il fatto che vengono preposti al governo della cosa pubblica, possano essere costretti a rinunciare alla propria umanità». Nella terza parte, dal titolo “La vita in Cristo”, sezione prima sulla vocazione dell’uomo, “la vita dello Spirito”, al capitolo primo, che presenta “la dignità della persona umana”, l’articolo 7 del Catechismo della Chiesa Cattolica (C.C.C.) Già pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data in data 24/12/2012 e del 12/03/2015, Quattro virtù cardinali, la giustizia.pdf, Storia militare e le grandi battaglie navali, Cultura, lingua, musica e teatro delle Venezie, Accademia adriatica di filosofia "Nuova Italia" -, YJSimpleGrid Joomla! La parola “virtù” viene dal mondo greco. Catechesi di P. Massimo Vedova sulla virtù della giustizia All’origine di sofferenze per fame e sete. Per questo è significativo che l’armonia che San Francesco viveva con tutte le creature sia stata interpretata come un superamento di una rottura. Aggiungerei che si sta passando finalmente, negli approfondimenti degli aspetti culturali dell’integrazione degli immigrati, dal multiculturalismo all’interculturalità. Chiunque può farlo proprio, anche solo accedendo a quel, Come avete ascoltato ho concluso questa lunghissima citazione, per molti aspetti straordinaria, con la Dottrina Sociale della Chiesa, “, Mi si permetta almeno di menzionare in questo contesto anche la, Non posso comunque non ricordare l’Istruzione, Comunque, se guardiamo a come vanno le cose, nel concreto, chi ha combattuto per i non respingimenti, specialmente dei rifugiati e dei richiedenti asilo, tenendo presente particolarmente la Libia, non ha motivi per rallegrarsi, costatando come ci siano qui nel mondo d’oggi vere tragedie. Mi fermo qui poiché sulla recente esortazione apostolica Gaudete et exultate del 19 marzo u.s. ritornerò in seguito ma non senza aver stabilito, nella linea della carità, un altro legame, in continuità, tra misericordia e giustizia, «due virtù che zoppicano se non camminano a braccetto», due parole che non sono fra loro alternative e non indicano prospettive tra loro opposte. La giustizia, pertanto, consiste nel riconoscere il legame necessario che esiste fra noi e noi stessi, fra noi e l’altro, fra noi e Dio: se neghiamo questo legame; se pretendiamo di farci arbitri e legislatori di noi stessi, noi spezziamo tale legame e ci ribelliamo all’ordine cosmico. 13, 6) “Chi ama, rifiuta l’ingiustizia e la verità è la sua gioia”. Il “giusto”, poi, non è una misura variabile e opinabile, sulla quale possiamo mercanteggiare e praticarci, da noi stessi, eventualmente, uno sconto: la misura del giusto è la mancanza di misura, perché non vi è vera giustizia senza amore: in questo senso, la giustizia si lega indissolubilmente alla carità, è la premessa logica e necessaria della carità, è ciò che rende la carità attiva e operante. Giustizia, allora, è operare per il bene comune, dunque rispettare la proprietà, ma rispettare anche il lavoro e retribuire al lavoratore la giusta paga. Virtù della Giustizia Incontri di approfondimento sulle virtù nella vita di Santa Angela da Foligno. Le quattro virtù cardinali: temperanza di Francesco Lamendola. (Si tratta di una consonanza con la visione cristiana); 2)    Cosa voleva esprimere nel ’48 la Dichiarazione Universale? Anche questa è un’idea tipicamente medievale: uno dei crimini più gravi, davanti a Dio e davanti agli uomini, è quello di frodare il lavoratore e di negargli la giusta retribuzione per il suo lavoro. Da non sottovalutare poi è il ruolo svolto dalla codificazione nella emancipazione dell’istituzione ecclesiastica dal potere secolare, in coerenza col principio evangelico che impone di “dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” (cfr. La giustizia verso Dio è chiamata «virtù di religione». Fonte di speranza è invece l’importante Global Compact sui rifugiati, in preparazione da parte delle Nazioni Unite, fermamente centrato sulla persona umana, con spinta affinché la dignità di ciascuno e ognuno, e i loro diritti fondamentali, guidino tutti gli aspetti del relativo piano d’azione già delineato nell’apposito Draft ispirato, com’è, a un approccio olistico e integrato. ed esplicitano la metaetica (realismo/antirealismo, internalismo/esternalismo, particolarismo / generalismo), sottesa alle principali declinazioni della VE, nonché le principali critiche ad essa rivolte. La virtù della giustizia che ebbe Maria santissima. Udendo questa parola si potrebbe subito pensare a un’aula di tribunale colma di giudici e avvocati. Sotto questo profilo, il Codice ha avuto un doppio effetto: incrementare e garantire l’autonomia che della Chiesa è propria, e al tempo stesso – indirettamente – contribuire all’affermarsi di una sana laicità negli ordinamenti statali. La terra ci precede e ci è stata data. Ed ecco perché la “teologia della liberazione” è intrinsecamente sbagliata: non perché sia sbagliato coniugare la giustizia sociale alla liberazione morale degli uomini, ma perché la giustizia sociale è un aspetto particolare di una realtà più vasta: la giustizia come categoria normativa dello spirito. Innanzitutto ha chiamato anche la giustizia virtù cardinale, dicendoci così che essa è prima di tutto il frutto di un esercizio continuo della persona. Mi si permetta almeno di menzionare in questo contesto anche la Populorum Progressio, nel commento che ne fa con il titolo Scommessa sulla fraternità, un mio condiocesano, in origine, il Sig. Mentre in certe parti del pianeta si annega nell’opulenza, in altre non si ha il minimo per sopravvivere. Ma, con il peccato, la relazione originariamente armonica tra essere umano e natura si è trasformata in un conflitto (Gen. 3, 17-19), una rottura. Quattro virtù, comunque, hanno funzione di «cardine». (Questione di nuovi diritti, diversi); Per una N.G.O. Credo di aver posto in tal modo la base sicura del nostro procedere, non senza stabilire subito un legame tra la virtù della giustizia e due virtù teologali, al fine di aiutare ciascuno a comprendere la sua importanza. Il concetto di giustizia si sposa con quello di armonia: vi è un ordine nel mondo, in quello fisico come in quello morale; tale ordine si manifesta come armonia, come proporzione, come corrispondenza delle parti al tutto: ebbene anche la giustizia collabora a un tale progetto di armonia e, quindi, di verità e di bellezza. Sono i frutti e i germi di atti moralmente buoni; dispongono tutte le potenzialità dell’essere umano ad entrare in comunione con l’amore divino. La giustizia è fatta di rispetto, di compassione, di amore oltre che di imparzialità: ingiustizia è anche strappare un fiore dal prato per mero capriccio, anche strappare le ali di un insetto per crudele divertimento. In questo senso la virtù della giustizia realizza la tendenza umana alla socialità. Forse ci convinceremo così che il nostro futuro è legato all’Africa e che dobbiamo arrivare a «un piano Marshall» per tale continente. San Tommaso, nella «Summa theologiae» (II, II, 58, 1), definisce la virtù della giustizia come «la ferma e costante volontà di dare a ciascuno il suo»: una definizione che, nella sua chiarezza, stringatezza e linearità, ci sembra talmente impeccabile, da costituire un modello su cui dovrebbero riflettere tanti fumosi “filosofi” moderni, abituati a rendere difficili anche le cose più semplici e a rendere complicate anche … Prudenza e giustizia sono le virtù attraverso le quali decidiamo cosa bisogna fare; la fortezza ci dà la forza di farlo. 6)    Esser costruttori dei diritti sociali; 7)    Come difendere i diritti fondamentali? Siamo giunti, così, a una importante acquisizione concettuale: nessuno può rendere perfettamente giustizia a sé, agli altri o a Dio, con le sue sole forze; per farlo, dovrebbe essere perfettamente giusto: ma la perfetta giustizia non è alla portata di una creatura umana. L'equazio- Scriveva San Giovanni XXIII nella Pacem in Terris: «Riaffermiamo noi pure quello che costantemente hanno insegnato i nostri predecessori: le comunità politiche, le une rispetto alle altre, sono soggetti di diritti e di doveri». Approfondendo poi il concetto di virtù umane, il C.C.C. Solo Dio, che è perfezione assoluta, possiede la pienezza della Giustizia; dunque la giustizia, se gli uomini la possiedono, non viene da loro, non è una loro personale conquista, ma un dono che viene dall’alto, che viene da Dio. Quest’ultima è davvero un bene umano solo in presenza della giustizia. Tuttavia, la ricorrenza centenaria che si celebra dev’essere anche occasione per guardare all’oggi e al domani, per riacquisire e approfondire il senso autentico del diritto nella Chiesa, Corpo Mistico di Cristo, dove il dominio è della Parola e dei Sacramenti, mentre la norma giuridica ha un ruolo necessario, sì, ma di servizio. Mi rifaccio così a una espressione latina che appare nel messaggio pontificio del 30 Settembre scorso, per il centenario della promulgazione del primo Codice di Diritto canonico, e cioè “Nulla est charitas sine iustitia”, Non c’è carità senza giustizia. Affermando che la virtù della giustizia è una virtù difficile e laboriosa non intendiamo fare dei confronti con le altre virtùcardinali della prudenza, della temperanza e della fortezza. Blog che ha come tema principale la filosofia cristiana e tratta dei più svariati argomenti di cultura umanistica del passato e dell'attualità. E vi è la giusta, legittima autonomia delle realtà terrene (, Per la scansione ultima del II° capitolo dell’Enciclica, su «Lo sguardo di Gesù», colgo soltanto una affermazione basilare, la seguente: «Secondo la comprensione cristiana della realtà, il destino dell’intera creazione passa attraverso il mistero di Cristo, che è presente fin dall’origine: “Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui” (, Qui penso sia indicato il perché in Francesco d’Assisi il cammino della creazione, “il perché i cammini di Francesco a cui la nostra Associazione si rifà, per metterne insieme i vari tronconi, in Italia, passando poi in Francia e congiungendosi al Cammino di Santiago de Compostela, è al tempo stesso itinerario cristiano, incontro con Cristo, identificazione con lui fino al segno delle stigmate, sigillo della sua, Se si evitano le colonizzazioni ideologiche e si assicura la libertà religiosa «sui diritti umani, una sintesi è possibile» scriveva. Per questo – aggiungeva – «anche i loro rapporti vanno regolati nella verità, nella giustizia, nella solidarietà, nella libertà». Non solo è attuale, ma anche continuamente rinnovato, il messaggio del Vescovo di Roma circa “la cura della casa comune”, come egli identifica l’ambiente, il creato, nella sua Lettera Enciclica “Laudato si’”. Quello umano, messo duramente alla prova (e a volte anche messo blandamente alla prova), si incrina, si offusca, si arrende; senza contare che, molte volte, si dirige verso l’oggetto sbagliato, oppure si dirige verso un oggetto appropriato, ma con modalità sbagliate. Che cosa vuol dire “dare a ciascuno il suo”? Del filosofo torinese, tra le maggiori autorità intellettuali e morali del Novecento, ricorre il centenario della nascita (18 ottobre 1909), oltreché il … Si tratta in verità di un nobile ed alto ministero su la cui dignità si riverbera la luce stessa di Dio, Giustizia primordiale e assoluta, fonte purissima di ogni giustizia terrena. La giustizia vuole che noi riserviamo una parte del nostro tempo e delle nostre sollecitudini a noi stessi, senza narcisismo e senza eccessivo compiacimento: abbiamo il dovere di amare noi stessi come di amare l’altro. Alberto Magno: Summa de bono Un esempio di questa giustapposizione e, al tempo stesso, della com-plessità e della ambivalenza del tema, è il trattato sulla giustizia com- tratta delle virtù. La giustizia, essendo virtù che non solo perfeziona la persona che la possiede, ma che porta benefici e vantaggi agli altri, è indubbiamente la virtù cardinale più eccellente e da perseguire con tutto l’impegno e … Abbiamo 954 visitatori e nessun utente online, partner diOriente Cristianowww.orientecristiano.iteNovae Terraewww.novaeterrae.eu, Iscriviti alla mailing list di cristiano cattolico. iustitia, der. La giustizia sociale secondo Bergoglio, curato da Michele Zanzucchi. E sempre la giustizia vuole che noi onoriamo Dio, riservandogli non già un angolino della nostra giornata o della nostra settimana, mediante un omaggio formale, ma aprendoci fiduciosamente al suo Amore e lasciandoci permeare da esso, lasciandoci addolcire da esso, lasciandoci guidare, sostenere e consigliare da esso. La virtù della giustizia Nel centenario della nascita, un testo inedito del filosofo, maestro di politica e diritto NORBERTO BOBBIO Il 2009 è l’anno di Norberto Bobbio. Quindi una sua valutazione etica e spirituale deve sapersi muovere in questa ambivalenza, che emerge in contesti sempre più complessi. Nei miei viaggi ho potuto vedere questi contrasti più di quanto mi sia stato possibile in Argentina. L'unione tra bilancia e spada nella raffigurazione della Giustizia si ha a partire dal XIII secolo. In particolare, costantemente chiedo che si smetta di lucrare sulle armi col rischio di scatenare guerre che, oltre ai morti e ai poveri, aumentano solo i fondi di pochi, fondi spesso impersonali e maggiori dei bilanci degli Stati che li ospitano, fondi che prosperano nel sangue innocente. Ho finito di usare i colori nella tavolozza della mia vita per offrirvi alcuni campi ispirati al personale che riguardano la virtù della giustizia che si è rivelata straordinaria nel suscitare con vivezza qui non solo due mondi ma – scusate l’iperbole -  l’intero universo e noi ci troviamo piccini piccini di fronte a tanto spettacolo che spesso è tragico, ma al tempo stesso challenging e responsabilizzante. l’approccio non può esser generalista (resta il fondamento dei diritti e l’universalità del soggetto: dignità umana e persona, per una questione di giustizia, e pure di diritti e doveri). E nel 2000 fece altrettanto clamore, nella sua lettera pastorale, il passo in cui si chiedeva con Dostoevskij “quale bellezza salverà il mondo” e rispondeva analizzando l’incontro di Adamo con Eva raccontato nella Genesi, in cui si racchiude la bellezza capace di recare “giustizia, pace, arte”». Se anche una sola creatura restasse esclusa dalla giustizia, l’ordine complessivo risultante sarebbe ingiusto. Certo l’impegno per il bene comune universale, che ne deriva, dev’essere comunitario, anche se rimane vero il detto: “Ogni anima che si eleva, eleva il mondo” intero (Giovanni Paolo II, Reconciliatio et Paenitentia, 16). Questo parlare di fraternità universale, come “scommesse”, mi è di aggancio al tema nostro, oggi, della giustizia, complesso, e attuale - perché nel linguaggio odierno ecclesiale, si chiama, “segno dei tempi” - in relazione all’emigrazione e all’itineranza, legato strettamente alla mia vita episcopale nella Curia romana per ben due lustri, come Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti nei primi 10 anni di questo secolo e millennio. Fin dall'antichità, i moralisti hanno cercato la rispo-sta nel legame che unisce il giusto all'eguale. Lo è sempre stato, ma oggi i mezzi tecnici e finanziari hanno amplificato le potenzialità di bene e di male. La giustizia, dice il Catechismo della Chiesa Cattolica (1807), «è la virtù morale che consiste nella costante e ferma volontà di dare a Dio e al prossimo ciò che è loro dovuto. In sostanza, la codificazione attrezzò la Chiesa per affrontare la navigazione nelle acque agitate dell’età contemporanea, mantenendo unito e solidale il popolo di Dio e sostenendo il grande sforzo di evangelizzazione, che con l’ultima espansione missionaria ha reso la Chiesa davvero presente in ogni parte del mondo. Qualcuno aggiunge, e io lo sono, la relazione con sé stesso. Last not least è incoraggiante che Papa Francesco pure nella Sua ultima esortazione apostolica Gaudete et exultate, sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo, nel suo impegno di delinearla come frutto del Concilio Vaticano II, - già si ebbe una santità tridentina, ispirata cioè da quel concilio -  ritorni a parlarne negli importanti e significativi nn. «Guardando al secolo che ci separa da quell’atto di promulgazione – scrive Papa Francesco – non si può negare che il Codice pio-benedettino abbia reso un grande servizio alla Chiesa, nonostante i limiti di ogni opera umana e le distorsioni che, nella teoria e nella pratica, le disposizioni codiciali possono aver conosciuto, ivi compresa qualche tentazione positivistica. Perché «la stessa legge morale, che regola i rapporti tra i singoli esseri umani, regola pure i rapporti tra le rispettive comunità politiche». Tutti coloro i quali pensano che «la mia vita è mia e soltanto mia» e che ciascuno, quindi, è il solo arbitro della propria, ivi compreso il fatto di rifiutarla e di privarsene, eventualmente, se dovessero presentarsi delle circostanze ritenute insopportabili, non possono condividere quanto siamo andati finora dicendo, perché, secondo loro, la giustizia è una virtù soggettiva, puramente umana e che può farsi misura di se stessa, a discrezione di ciascuno. Nella cultura veterotestamentaria c’è un uso piuttosto frequente del concetto di essere “giusto davanti a Dio”; il profeta Daniele, per esempio, si gloria del fatto che Dio ha legato la bocca dei leoni, nella cui fossa era stato gettato per gli intrighi dei ministri e dei satrapi del re Dario, perché Egli lo ha trovato “giusto” al suo cospetto. L’acqua è un diritto umano, come il cibo del resto, un bene primario indisponibile per troppe persone, per cui oggi si scrive, si parla della tragedia dell’acqua. l’approccio non può esser generalista (resta il fondamento dei diritti e l’universalità del soggetto: dignità umana e persona, per una questione di giustizia, e pure di diritti e doveri). Giustizia è riconoscere una gerarchia di valori e uniformarvisi; è saper riconoscere il bene maggiore rispetto a quello minore, e saperlo vedere non solo per sé, ma anche per l’altro. Tanti, tantissimi uomini e donne di ogni età e latitudine sono già arruolati in un inerme “esercito del bene”, che non ha altre armi se non la passione per la giustizia, il rispetto della legalità e l’intelligenza della comunione […].

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